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Chiusura Osservatorio WWF sul TPL PDF Stampa E-mail

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CHIUDE L'OSSERVATORIO WWF

per l'efficienza del TRASPORTO PUBBLICO A NAPOLI

 

 

Oltre 5 anni fa il WWF NAPOLI, ha attivato, nell'ambito del SETTORE  MOBILITA' SOSTENIBILE,  uno specifico “OSSERVATORIO per l’efficienza del Trasporto Pubblico”, ricavando le informazioni da stampa, numerosi incontri a tutti i livelli con i responsabili comunali, dirigenti e funzionari dell’ANM, con annessi verbali e piani di lavoro: ci si poneva  l'obiettivo di seguire il rilancio del Trasporto Pubblico a Napoli.

"Allo stato attuale, non ci resta che chiudere l'Osservatorio- dichiara il referente Enzo Iommazzo- siamo stanchi di registrare solo passi indietro e nessuna possibilità di ripresa del Trasporto Pubblico in città; lo riapriremo solo quando si paleseranno reali segnali di rilancio.

Di fronte alle lunghe ed estenuanti trattative tra Comune, dirigenti ANM e sindacati, stiamo assistendo ad una ipotesi di accordo non ancora ben definito, mentre la società è sull’orlo del baratro.

Il WWF ritiene  che questa ipotesi rappresenti ancora una volta una soluzione tampone volta a guadagnare tempo, a soddisfare formalmente le aspettative delle controparti, ma in definitiva a nascondere sotto il tappeto la polvere dei reali problemi mai decisamente affrontati, incancreniti nel tempo e la cui risoluzione è ben lungi dall’approssimarsi. 

Citiamo uno per tutti il Piano di  fusione tra ANM, Napolipark e Metronapoli annunciato nel 2012 e che nel triennio 2013-2015 avrebbe dovuto risolvere in modo definitivo importanti problematiche connesse con i costi e ricavi aziendali e con l’efficienza e la produttività del personale dipendente. Nulla di tutto quanto annunciato e stilato su quintali di carta e di slide è stato mai  realizzato e, probabilmente, mai veramente approcciato.

Lo stesso dicasi per la ricapitalizzazione, la lotta all’evasione tramite il potenziamento del numero dei controllori, l’acquisto di nuovi bus e nuovi treni di cui non se ne vede apparire uno, il ripiano dei debiti verso fornitori ed Enti, e via elencando.Riteniamo grave il fatto che non una parola è stata spesa per chiarire, per individuare le cause reali della mancata attuazione dei programmi.

Come si fa a credere che ora improvvisamente l’ultima versione del Piano proposto sia la panacea, quando finora non si è stati capaci di risolvere nemmeno le questioni più volte annunciate e avviate, a tal proposito cosa ne è stato del ripristino della linea tramviaria e filo tramviaria?

Ormai le promesse sono diventate favole e alle favole nessuno crede più.

Quanto alla controparte, stando alle cronache, non risulta stia in alcun modo collaborando per dare il proprio contributo al risanamento dell'Azienda.

Un fatto è certo: si sono persi circa 6 anni, il trasporto pubblico è ridotto allo stremo e non si è tenuto in alcun conto che l’unico a rimetterci finora, la vera vittima di questa situazione, è il cittadino il cui diritto alla mobilità è stato cancellato e vilipeso. In un momento storico in cui si intravedono già gli esiti manifesti dei cambiamenti climatici in atto, innalzamento della temperatura, siccità e conseguenti incendi, stiamo assistendo di nuovo all'aumento delle auto in circolazione, con il trasferimento modale dal trasporto pubblico a quello privato, tutti elementi che concorrono ad aumentare l'inquinamento in città. Con l'aumento delle emissioni di CO2, siamo lontani dall'attuare  l'accordo di Parigi sul clima, per cui  il governo italiano si era impegnato.

Per questo il WWF ritiene che il tempo dell’immobilismo e degli slogan debba cedere il passo a una assunzione concreta di responsabilità da parte di tutti gli Enti e soggetti preposti alla organizzazione della mobilità cittadina. Soprattutto si facciano i conti con l’estrema urgenza delle soluzioni da adottare, qualora se ne abbia la capacità, dopo anni di discussioni senza sbocco.

Anche la proposta di bandire una Gara pubblica può rivelarsi uno strumento utile alla soluzione dello sfascio del TPL, ma deve comprendere un grande bacino di reti e di utenza, almeno quanto l'Area Metropolitana di Napoli, lasciare unite rete su  gomma e ferro; impensabili ulteriori spezzettamenti del Trasporto pubblico in Campania.

Così, Ciro D'Ambra- esponente dell'OSSERVATORIO- ribadisce "riapriremo l'OSSERVATORIO quando la nostra Metropolitana avrà i tempi di percorrenza normali,quando si potrà garantire ai lavoratori, agli studenti, ai pensionati, alle mamme che ogni giorno stazionano invano per ore alle pensiline- al freddo o al caldo- che "l’aria è cambiata", quando potremo documentare che Napoli è di nuovo in cammino per  un trasporto pubblico efficiente che garantisca la mobilità e la vivibilità, al passo con le città europee.

Napoli 02 11 2017