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Osservazioni sull'efficienza TPL - anno 2018 PDF Stampa E-mail

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Sono in linea le Osservazioni del Gruppo Mobilità WWF al 31 gennaio 2018

 

GRUPPO MOBILITA’ SOSTENIBILE

 

 

Nome dell’iniziativa: “OSSERVAZIONI sull’efficienza del trasporto pubblico”.

Dove:              Napoli città e provincia – regione Campania.

Quando:          Dal 1° Gennaio 2012.

Scopo:         Monitorare l’efficienza del trasporto pubblico a Napoli ed in regione Campania

                  per stimolare i soggetti preposti a compiere urgenti azioni di miglioramento.

 

Il WWF Napoli per l’efficienza del trasporto pubblico in Campania VI° anno.

 

Osservazioni aggiornate al 31 gennaio 2018 sulla base principalmente di notizie riportate su stampa locale e media.

 

Il 2018 ricomincia con l’osservazione che in città pochissimo è stato fatto nel 2017 (come anche negli anni precedenti), per incentivare davvero la mobilità sostenibile, come auspicato dal Wwf e da altre associazioni. Non sono stati approntati, per es., studi per l’apertura di nuove ZTL, per avviare e consolidare servizi di car e bike sharing, per lanciare la utile politica del mobility management, per rendere le indispensabili informazioni all’utenza e sono del tutto accantonati i piani per aumentare le corsie preferenziali dei bus.

Si resta perplessi nell’apprendere che si punta sui semafori intelligenti, inconsapevoli di un fallimento annunciato, in quanto in città fin dai tentativi perseguiti dagli anni ’70 si è potuto constatare che mancano i presupposti di spazi e di regole per far funzionare un tale sistema.

 

Passando a strategie di più ampio respiro, sarebbe opportuno conoscere i motivi per cui il Comune di Napoli ha rinunciato alla possibilità di inserire il proprio trasporto pubblico in uno dei cinque bacini regionali da mettere a gara.

 

Inoltre, si deve rilevare che nel convegno del Kyoto Club organizzato a Roma per il 16 febbraio prossimo in cui verrà presentato lo studio “Mobilitaria 2018 – Politiche di mobilità e qualità dell’aria nelle 14 città metropolitane” con la presenza di sindaci e assessori delle principali città italiane, il Comune di Napoli brilla per la sua assenza.

 

Questo mese ha fatto parlare molto di sé la sempre più costosa linea 6, per le stazioni vandalizzate, degrado, furti, incendi e abbandono nelle fermate di Fuorigrotta chiuse da quattro anni. Si è venuto a sapere che per questa linea i nuovi treni lunghi 39 metri non sono in produzione e per giunta dovrà essere costruito un deposito-officina in via Campegna per ospitare i convogli. Quando tra un anno (si spera) attiveranno le stazioni di Arco Mirelli e San Pasquale e la tratta da quest’ultima a Mostra, verranno utilizzati i sei trenini di 25 metri Ansaldo Breda, ex tram Ltr obsoleti, realizzati per Italia ’90 parcheggiati da quattro anni nell’officina di Piazzale Tecchio.

Tuttavia, ci si predisponeva mercoledì 24 gennaio 2018 ad inaugurare in pompa magna uno spazio utilizzato a verde urbano nei pressi della suddetta stazione di San Pasquale, come detto, ancora da ultimare. Contemporaneamente, dipendenti dell’impresa che si occupa di pulizie per ANM, timorosi di non ricevere il futuro stipendio, a causa di un credito di 5 milioni di euro vantato dalla loro ditta verso l'azienda di trasporti urbana, hanno occupato i depositi ed i binari di Linea 1, bloccando per 8 ore bus e metro, causando i(ni)mmaginabili disagi agli aspiranti viaggiatori.

Questo la dice lunga sullo stato di tensione che serpeggia sempre più scopertamente nel comparto del trasporto pubblico cittadino.

 

Inutile dire che per tutto il mese di gennaio sono stati all’ordine del giorno guasti di metro e funicolari, corse diradate e banchine travolte dal caos.

 

Intanto la Regione Campania fa un bilancio sui trasporti dichiarando 50 bus già acquistati, 50 in arrivo, 300 ordinati e pronti tra l’estate e fine anno 2018; oltre 40 treni da acquistare con prossima gara tra cui 12 convogli Jazz già consegnati all’Eav. E’ necessario chiedere chiarimenti sull’avanzamento degli acquisti, atteso che tra aggiudicazione delle forniture, eventuali ricorsi, contrattualizzazione, e altre incombenze burocratiche possono passare anni prima di vedere i mezzi all’opera. Occorre anche sapere a quali aziende di trasporto e in che quantità verranno consegnati i mezzi.

 

Per concludere, Eav esce da una lunga fase di servizio disastroso (con soli 41 treni affidabili) con l’immissione in servizio di 19 Metrostar (ora 60 treni disponibili), servizio ancora insufficiente, ma un passo avanti.

 

 

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